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''L'avventura del sipario''

 

Paul Oertel (1859-1897), Bozzetto del sipario per la celebrazione del 25° anniversario della proclamazione a Imperatore di Guglielmo I, Kassel, Königliches Theater (1896).Tempera su carta, 35,7 x 55,8 cm.Colonia, Institut für Theaterwissenschaft der Universität.Il testo di Morpurgo è stato spesso utilizzato, in scenografia, come fonte iconografica.Esempi noti sono quelli che fanno capo a Josef Svoboda.Quando Giorgio Strehler gli chiese (Lettera a Joseph Svoboda, 1990) di inserire un sipario dipinto nella scenografia del suo Piccolo Teatro, ''Faust, frammenti'', Svoboda scelse come modello proprio questo.
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Atelier Julius Mühldorfer (operante 1890-1954), Bozzetto del sipario principale, Lubecca, Stadttheater (1904).Tempera su carta, 40 x 56,5 cm.Questo è il modello del sipario che Josef Svoboda fece dipingere sul tappeto che, riflesso in un gigantesco specchio, apriva il celebre allestimento de La traviata realizzato nel 1992 dall'Arena Sferisterio di Macerata.Anche in questo caso l'idea gli era stata suggerita da Strehler, come ricorda il regista Henning Brockhaus in una intervista di grande interesse contenuta nel testo che raccoglie saggi e testimonianze sull'importante esperienza del Maestro boemo a Macerata agli inizi degli Anni '90: Massimo Puliani, Alessandro Forlani, Svobodamagika. Polivisioni sceniche di Josef Svoboda, Halley Editrice, 2006.
Otto Miller-Godesberg, Bozzetto del sipario principale, Barmen, Stadttheater (1905).Tempera su carta, 54,8 x 79,7 cm.Colonia, Institut für Theaterwissenschaft der Universität.«Sipario magniloquente e assurdo, metafora dipinta e lussuosa della teatralità e della finzione illusionistica della dimora borghese. A un tempo squarcio sul teatro, tenda dello sceicco e panneggio fine a se stesso.»V. Morpurgo, op. cit., pag. 130.
Angelo Quaglio (1829-1890), Bozzetto per sipario (1870 ca.).Acquerello su carta, 27,9 x 37,3 cm.Colonia, Institut für Theaterwissen-schaft der Universität.«Angelo Quaglio appartenne a una famiglia di artisti, originaria del lago di Como e operosa in Germania dall'inizio del XVII secolo, che diede al teatro architetti e scenografi.»V. Morpurgo, op. cit., pag. 126.
Napoleon Sacchetti, Sipario (fine del XIX Secolo).Tecnica mista su carta, 39,2 x 50 cm.Parigi, Bibliothèque Nationale, Musée de l'Opéra.«Nel periodo tra la fine dell' Ottocento e l'inizio della prima guerra mondiale si afferma il nuovo modello del teatro borghese con spazialità ridondante, tecnologie avanzate, decorativismi eccessivi che ha nell'Opéra di Parigi un ''exemplum'' a cui fare obbligato riferimento.»V. Morpurgo, op. cit. pag. 144.
Philippe Chaperon (1823-1907), Sipario dell'Éden-Théâtre (fine del XIX Secolo).Tecnica mista su carta, 38,4 x 41,5 cm.Parigi, Bibliothèque Nationale, Musée de l'Opéra.
Anatolij Gel'cer, (1852-1918), Schizzo di sipario per il Malyj Teatr di Pietroburgo (fine XIX - inizio XX Secolo).Gouache su carta applicata su cartone, 29,7 x 47 cm.Mosca, Museo Bachrusin.«Scenografo del Malyj Teatr dal 1888, Gel'cer allestì pompose messinscene di drammi di Shakespeare e Schiller, di cui fu interprete la celebre Maria Ermolova.I ricchi drappeggi costituirono la caratteristica delle sue scene e dei suoi sipari. Ge'lcer è l'ultimo rappresentante della scenografia romantica russa del XIX Secolo.»V. Morpurgo, op. cit. pag. 125.
F. Navrozov, Bozzetto di sipario per un teatro sconosciuto (1894).Acquerello, gouache su cartone colorato, 16 x 26,3 cm.Mosca, Musée Bachrusin.Proposta di sipario in due parti di gusto neobarocco.
Nel 1984 la Città di Prato allestì una mostra monografica dedicata ad uno dei manufatti più rappresentativi del teatro.

Ideata e progettata da Valerio Morpurgo, unica ad oggi nel suo genere per la vastità del materiale e la complessità dei contributi raccolti, la mostra documentò:
«...i diversi momenti della figurazione e l'evoluzione dei suoi stili sino alla rottura con ogni episodio formale (per sopravvenuto superamento della convenzione tradizionale) quando il Sipario scompare, o diviene tendaggio della routine e non ha più ragione d'essere come episodio decorativo.
Ma, il Sipario, non è in realtà mai morto in assoluto.
Oggi viene in qualche modo rivalutato e attori e registi lo recuperano riteatralizzandolo nel gioco scenico, forse con elisione di quel significato di facciata più proprio alla cerimonia della pausa e dell'attesa.»

Lo affermava lo stesso Morpurgo in L'avventura del sipario - Figurazione e metafora di una macchina teatrale, Ubulibri, 1984, pag. 12, catalogo della mostra comprendente scritti, tra gli altri, di Jean-Louis Barrault, Gillo Dorfles, Francesco Leonetti e Franco Quadri che, come numerosissimi altri testi della casa editrice milanese, è oggi un cult per scenografi e operatori del teatro, purtroppo esaurito ed introvabile anche usato.