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Teatro Verdi, ''Iris''

Trieste

L'allestimento, nella nutrita serie di collaborazioni tra Federico Tiezzi e lo scenografo triestino Pier Paolo Bisleri, ha avuto «... il merito principale di appropriarsi di un'opera dalla scabra drammaturgia, per riproporla in una chiave di lettura stimolante in cui l'esotismo un po' di maniera dell'originale è rivisitato in modo da restituirlo alla sensibilità dello spettatore di oggi utilizzando stili e immagini di un Estremo Oriente più vicino a noi.»Rino Alessi, da L'opera, n. 224, pagg. 32 e 33.Il background di luce verde della scena è ottenuto con l'impiego di un Fondale retroilluminato realizzato con il film per retroproiezioni RNV - Nevada.
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Fondale in HRT - Rasetto Texturé in Stampa digitale.La critica ha generalmente indicato questa Iris come una delle più riuscite direzioni del regista de Il Carrozzone, che, grazie alle scene di Pier Paolo Bisleri e ai costumi di Giovanna Buzzi, ha svincolato l'allestimento dai facili decorativismi liberty senza escludere «... ammiccamenti al mondo dei fumetti manga o ad altre formule espressive che, a ritmo incessante, giungono fino a noi dal lontano Giappone. È tutto un gioco di rimandi e contaminazioni, quello cui assistiamo nello spettacolo [ ... ] che ha la sua cifra stilistica proprio nella sua conclamata disomogeneità.»Rino Alessi, da L'opera, ibidem.
Il coro della scena di apertura, un'aurora in cui Bisleri stilizza il sole nascente con un pannello tondo rivestito con il film per retroproiezioni RPA - Panorama su di un cielo realizzato con un Fondale retroilluminato dello stesso materiale.Il sole svolge in Iris un ruolo simbolico primario - l'Inno del sole è uno dei momenti più significativi dell'opera.Per la protagonista, una ragazza semplice che trova più comprensione negli elementi della natura che tra i suoi simili, la sua luce è una delle poche ragioni di gioia della vita.Con la retroilluminazione del fondale e quella frontale del tondo e dei pannelli della quadratura, anch'essi rivestiti in RPA - Panorama, la scenografia ottiene più livelli indipendenti di regolazione delle tonalità cromatiche e dell'intensità luminosa.
Ed ecco, appunto, un esempio in cui possono essere ben distinti tre livelli di illuminazione: l'immagine degli iris e della protagonista, in primo piano, godono di un'illuminazione di mezzo taglio che li fa risaltare sul controluce del disco del sole, in secondo piano, che viene mandato in nero sul terzo piano dello sfondo retroilluminato.
L'atmosfera grigia del Fondale retroilluminato è qui contrastata con violenza dalle luci arancioni proiettate frontalmente sulle quinte rivestite di film RPA - Panorama, con un effetto che rispecchia gli altrettanto marcati contrasti cromatici scelti per i costumi.Un piccolo fondale in BGO - Tulle Gobelin, che riporta ideogrammi giapponesi dipinti, è sospeso in trasparenza davanti al fondale RPA - Panorama.
La scena finale in cui Iris, vittima dell'egoismo che la circonda, muore accarezzata dal sole, che ne trasforma il corpo nel fiore che porta il suo nome.«Il lavoro fatto con Iris è la conferma dell'assioma con cui mi confronto ad ogni nuovo lavoro: niente è più difficile, in un progetto scenografico, della ricerca della semplicità», dice Pier Paolo Bisleri.«Naturalmente intendo una semplicità non solo illustrativa, ma coerente alla regia e densa di scambi con il testo e le musiche. A riprova, è sufficiente verificare quanto sia più agevole sovraccaricare che ridurre ai minimi termini, e quanto sia più facile utilizzare i mezzi tecnici rispetto a quelli concettuali. Nel nostro lavoro, le difficoltà maggiori le si incontrano quando ci si ispira a Bob Wilson, non al barocco o al realismo.»
L'allestimento, nella nutrita serie di collaborazioni tra Federico Tiezzi e lo scenografo triestino Pier Paolo Bisleri, ha avuto «... il merito principale di appropriarsi di un'opera dalla scabra drammaturgia, per riproporla in una chiave di lettura stimolante in cui l'esotismo un po' di maniera dell'originale è rivisitato in modo da restituirlo alla sensibilità dello spettatore di oggi utilizzando stili e immagini di un Estremo Oriente più vicino a noi.»Rino Alessi, da L'opera, n. 224, pagg. 32 e 33.Il background di luce verde della scena è ottenuto con l'impiego di un Fondale retroilluminato realizzato con il film per retroproiezioni RNV - Nevada.
Opera in tre atti
Musica
Pietro Mascagni (1863-1945)
Libretto
Prima
Roma, Teatro dell'Opera, 22/11/1898

Scenografia
Pier Paolo Bisleri
Costumi
Giovanna Buzzi
Direzione lab. scenografico
Giampiero Ferlan
Light design
Iuraj Saleri
Coreografia
Virgilio Sieni

Allestimento
Coproduzione
Stagione
2007/2008

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