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Teatro del Canguro, ''Come Moby Dick''

Ancona

Teatro del Canguro, ''Come Moby Dick'' è invece destinato ad un pubblico di età superiore ai 10 anni.«Lo spettacolo comincia all'interno di un teatro vuoto, sgombro da ogni scena, semibuio e polveroso.Sul palco c'è soltanto la ''signora delle pulizie'' che, con la cuffietta del walkman alle orecchie, spazza, cantando e ritmando la musica ascoltata.Sarà lei l'unico personaggio femminile, l'unico dotato di una buona dose di concretezza, in una storia tutta al maschile con personaggi esaltati, visionari, sopra le righe e succubi di qualche esasperata ossessione.»Teatro del Canguro, dalla presentazione di Come Moby Dick.
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Dalla Rocchettiera calano gli elementi che comporranno quella che si comprenderà essere la tolda del Pequod, la leggendaria nave baleniera di Melville che il custode del teatro richiama dalla propria immaginazione disturbata.«La vita normale scorre tra incontri e scontri che la signora delle pulizie ha con il custode del teatro, un anziano uomo ruvido e burbero, vistosamente zoppicante per una misteriosa e tragica mutilazione ad una gamba, alla quale ha posto un parziale rimedio con un'altrettanto misteriosa protesi.»Teatro del Canguro, ibidem.
Le vele sono ancora una volta in HSE - Seta Tempesta, un materiale scenografico che sembra disporre di vita propria e a cui è difficile rinunciare se si vuole rappresentare qualsiasi cosa si debba agitare o gonfiare con un minimo alito di vento.
Ai già innumerevoli piani di lettura cui è possibile sottoporre il Moby Dick di Melville la compagnia marchigiana sovrappone, in questo lavoro, una metafora dell'artista di teatro a cui l'avversità della sorte non ha consentito di realizzarsi.
Turbata solo dall'occasionale presenza della donna delle pulizie, la solitudine del custode è in un equilibrio precario che non lascia tuttavia presagire come sul palcoscenico stiano per rivivere, con una drammaticità ripresa dal capolavoro di Melville, le eterne contrapposizioni tra Bene e Male, tra lucidità e follia, tra caparbietà e ineluttabilità del destino, tra razionalità e delirio.
«Tutto rimarrebbe così per sempre se un certo giorno non varcassero la porta del teatro due giovani artisti, desiderosi di sperimentare nuove forme e nuovi spazi.La follia del custode che, a causa della sua menomazione, tende ad identificarsi con la figura del leggendario capitano Achab, viene scatenata da questo casuale incontro. Finalmente egli potrà riproporre la sua maniacale idea di caccia alla Balena Bianca, intesa come crudele vendetta verso una sorte avversa che lo ha costretto a rinunciare alla sua primitiva passione: il teatro.»Teatro del Canguro, ibidem.
La trasformazione del palcoscenico nel mare in tempesta che travolge il naviglio avviene con una proiezione di marosi su di un fondale di BGO - Tulle Gobelin, colore bianco, sovrapposto alla scena.Il risultato è quello di una visione in dissolvenza incrociata di stile cinematografico, uno dei classici effetti scenogafici ricercati con l'impiego dei fondali in tulle.«I due ignari giovani e la stessa signora delle pulizie saranno trascinati dal custode a bordo del Pequod, imbarcazione testimone delle sue visionarie imprese e si ritroveranno, loro malgrado, equipaggio alle prese con ramponi, scialuppe, drizze e vele. Il teatro stesso diverrà nave e mare. E Moby Dick, tragica ossessione del capitano Achab, assumerà per ognuno dei personaggi aspetto e forma differente.»Teatro del Canguro, ibidem.
La disposizione in pianta della tolda stilizzata del Pequod progettata dallo scenografo Fabrizio Valentini.
Storia di mare e balene tra palco e platea, loggione e palchetti, spettacolo d'attore a partire dai 10 anni liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville, da un'idea di Lino Terra e Fabrizio Valentini.
Scenografia
Fabrizio Valentini
Costumi
Stefania Cempini
Collaborazione artistica
Lino Terra
Regia
Andrea Caimmi
Stagione
2007/2008

Vedi anche...

BGO - Tulle Gobelin

Tulle

Fondali in tulle - Introduzione

Fondali per proiezioni / trasparenza

HSE - Seta Tempesta

Sete e rasi