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Teatro Carlo Felice, ''Il flauto magico''

Genova

L'allestimento genovese libera la Zauberoper di Mozart e Schikaneder «... dall'ingombro di una simbologia massonica che, se troppo insistita, l'appesantisce, mantenendone la natura popolare nel senso più bello. Il merito primo è delle scene di Emanuele Luzzati, in collaborazione con Roberto Rebaudengo.»Giancarlo Landini, L'opera, n. 211.Un fondale RTE - Temporale retroilluminato con luce gialla mette in risalto le sagome dei pannelli lignei dipinti con la riproduzione dell'inconfondibile tratto grafico di Emanuele Luzzati.
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Sarastro e Pamina. Alle loro spalle, alcune quinte dipinte su ASC1000S - Tela Sceno largh. 1.000 cm - Ignifugo.«Il celebre artista [Luzzati] torna a Il flauto magico dopo un intervallo di quasi quarant'anni. Nel 1963, infatti, firmò l'allestimento minimalista di Glyndebourne. Per il grande spazio del palcoscenico genovese disegna un Flauto che pare uscito da un libro illustrato per ragazzi, ma la stilizzazione del tratto dà alla pagina una divertita ironia.»Giancarlo Landini, ibidem.
«I costumi - meravigliosi - di Santuzza Calì aggiungono ironia all'ironia nello strizzare l'occhio (solo un poco) al circo.»Giancarlo Landini, ibidem.Il Fondale retroilluminato RTE - Temporale diffonde sulla scena, in questo caso, una luce arancione.

«Monostatos è un ciarlatano che scende da un delizioso carro da fiera...»Giancarlo Landini, ibidem.L'allestimento è stato prodotto nel 2001 dal Teatro Carlo Felice per festeggiare l'ottantesimo compleanno di Luzzati che, oltre all'allestimento di Glyndebourne del 1963, si era cimentato con Die Zauberflöte nel 1978, realizzando con Giulio Gianini il celebre film d'animazione, considerato uno dei capolavori della storia del cartone animato.
L'allestimento genovese libera la Zauberoper di Mozart e Schikaneder «... dall'ingombro di una simbologia massonica che, se troppo insistita, l'appesantisce, mantenendone la natura popolare nel senso più bello. Il merito primo è delle scene di Emanuele Luzzati, in collaborazione con Roberto Rebaudengo.»Giancarlo Landini, L'opera, n. 211.Un fondale RTE - Temporale retroilluminato con luce gialla mette in risalto le sagome dei pannelli lignei dipinti con la riproduzione dell'inconfondibile tratto grafico di Emanuele Luzzati.
«... e la Regina della Notte non spaventa nessuno. Tutta questa materia [...] non stravolge, non sovverte; diverte invece il pubblico e lo serve a puntino, sia che esso si accontenti degli aspetti più superficiali della fiaba, sia che esso cerchi una più complessa visione della storia, sia che risulti capace di penetrarne la filosofia. Tutti, scenografo, costumista, regista raccontano e lo fanno con gusto, con rispetto ed educazione ma senza polvere.»Giancarlo Landini, ibidem.La scena è realizzata con pannelli in compensato dipinti, fondali in BGO - Tulle Gobelin, in ASC1000S - Tela Sceno largh. 1.000 cm - Ignifugo e inserti in CPA - Panno Boccascena.
Singspiel in due atti
Musica
Prima
Vienna, Theater auf der Wieden, 30/9/1791

Scenografia
Emanuele Luzzati
in collaborazione con Roberto Rebaudengo
Realizzazioni pittoriche
L'Atelier
Realizzazioni scenografiche
Props and Decors
Direzione tecnica
Paolo Giacchero
Regia
Daniele Abbado ripresa da Boris Stetka

Allestimento
Stagione
2006 / 2007, ripresa dell'allestimento del 2001 / 2002

Vedi anche...

BGOP - Tulle Gobelin Teatro

Tulle

CPA - Panno Boccascena

Panni e oscuranti

Emanuele Luzzati

Alcuni Maestri

RTE - Temporale

Film per retroproiezioni