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Teatro Amilcare Ponchielli, ''Ernani''

Cremona

La parte pittorica della scenografia - un fondale, due telettoni e un sipario - è stata dipinta nella grande e storica sala di scenografia del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena.È probabilmente l'ultimo ambiente di questo tipo rimasto attivo nella collocazione prevista dall'architettura del teatro all'italiana, cioè sotto al tetto del teatro ...
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... e sopra al soffitto della sala del pubblico.Chiamato anche ''soffittone'', l'ambiente veniva utilizzato per la realizzazione dei fondali dipinti, a cui si prestava grazie all'ampiezza del pavimento, che riproduceva in forma e dimensioni ...
... la pianta della sala sottostante.Il soffittone di Modena ha una pianta a ferro di cavallo, una profondità di 24 m e una larghezza massima di 17 m.L'unico modo in cui i pittori di scena possono verificare il loro lavoro ...
... è salire su questa scala di legno, che ha probabilmente la stessa età del teatro, inaugurato nel 1841.La sala di scenografia è oggi dedicata allo scenografo modenese Koki Fregni (1930-1994), maestro degli scenografi e pittori di scena modenesi ...
... Maria Grazia Cervetti e Rinaldo Rinaldi (qui in primo piano), a sua volta maestro di Keiko Shiraishi.Di regola, per ragioni funzionali, il soffittone comunicava con il Graticcio: grazie al collegamento era possibile calare i fondali direttamente sul palcoscenico.La parete in legno visibile in fondo, che separa infatti il soffittone dal Graticcio ...
... si trova esattamente sull'arco scenico.I cinque secoli di tradizione pittorica teatrale emiliana che da Sebastiano Serlio arriva ai nostri giorni con i pittori modenesi Koki Fregni, Maria Grazia Cervetti e Rinaldo Rinaldi, hanno un’erede originaria di… Shizuoka, Giappone.Keiko Shiraishi, che si occupa anche del mantenimento della sala da scenografia del Teatro Comunale di Modena è consapevole delle proprie responsabilità:«... sono arrivata a Modena nel 1997 e non ho fatto in tempo a conoscere Koki ...»
«... ma sento la sua presenza nella sala, è di grande conforto soprattutto quando mi trovo in difficoltà con i fondali.Le pennellate, le tavolozze, la luce e ombra... poi le intenzioni del bozzettista, prevedere l'effetto finale con l'illuminazione di scena e la distanza del pubblico...Il lavoro dello scenografo pittore è veramente difficile, ma mi considero fortunata di poterlo fare.»Nella foto, Keiko Shiraishi e Maria Grazia Cervetti stanno ultimando un fondale dipinto in tulle BGO - Gobelin nero da 17,40 x 9,50 m.
La realizzazione, nella falegnameria del Teatro Comunale di Modena, di cinque carri scenografici a doppia facciata, una delle quali presenta un motivo damascato in rilievo.Le macchie nere, che verranno mimetizzate dalla decorazione pittorica, sono in realtà dei finestrini in tulle BGO - Gobelin nero che consentiranno la visibilità ai macchinisti per la movimentazione dei carri sulla scena.
Dramma per musica in quattro atti
Musica
Giuseppe Verdi (1813-1901)
Prima
Venezia, Teatro La Fenice, 9/3/1844

Scenografia
Dario Gessati
Costumi
Valeria Donata Bettella
Realizzazioni scenografiche
Keiko Shiraishi
nei laboratori del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena
Light design
Fiammetta Baldiserri
Direzione tecnica
Primo Federici
Regia
Andrea Cigni

Allestimento
Coproduzione con
Stagione
2012/2013

Materiali usati in questa realizzazione

ASC - Sceno

Tele

BGO - Gobelin

Tulle

COS - Oscurante

Panni e oscuranti

Mute di scena

Fondali acustici